• Dopo l’annuncio di Salvini e Calderoli a Pontida, le Regioni governate dal centro destra – a partire a Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Liguria – sono partite con le procedure per la richiesta di referendum sulla legge elettorale esistente, per arrivare a un maggioritario uninominale anglosassone. Dopo l’approvazione in commissione, la richiesta di referendum arriverà nei Consigli regionali la prossima settimana, in una corsa contro il tempo perché la richiesta approvata da almeno cinque Regioni deve essere depositata alla Corte di Cassazione entro il 30 settembre. A cercare di bloccare l’iniziativa è intervenuto oggi Silvio Berlusconi: “Noi come orientamento non siamo estremamente favorevoli a trasformare la legge elettorale tutta in maggioritario perché il partito principale di ciascuna coalizione avrebbe in mano le sorti di tutta la coalizione, quindi io credo che una quota di proporzionale sia assolutamente indispensabile”. Vedremo l’effetto delle parole di Berlusconi. Intanto è già evidente l’effetto della formazione del nuovo governo con l’accordo per il ritorno al proporzionale. Immediatamente sono nati i gruppi parlamentari di Renzi, anche al Senato grazie all’accordo con il socialista Nencini, portatore del simbolo del Psi che alle elezioni del 4 marzo 2018 si era presentato con i Verdi e il Movimento Area Civica di Giulio Santagata nella lista Insieme, un’alleanza elettorale nella quale però ciascuno aveva mantenuto anche il proprio simbolo. E così i gruppi parlamentari renziani (25 alla Camera e 13 al Senato), con annesso diritto ai finanziamenti pubblici, si chiameranno Italia Viva alla Camera e Partito Socialista-Italia Viva al Senato. Oltre a deputati e senatori eletti col Pd sono già arrivati lo stesso senatore Riccardo Nencini proveniente dal Gruppo Misto, la senatrice Donatella Conzatti, eletta con Forza Italia, e il deputato Gabriele Toccafondi (da Civica Popolare, la lista elettorale dell’ex ministro della Sanità Beatrice Lorenzin). Maria Elena Boschi preannuncia un’altra decina di arrivi, non si sa da dove. Nencini è stato deputato del Psi dal 1992 al 1994, parlamentare europeo eletto nella lista Psi-Ad dal 1994 al 1999, presidente del Consiglio regionale della Toscana dal 2000 al 2010, assessore al Bilancio della Regione Toscana dal 2010 al 2013, senatore eletto nelle liste del Pd dal 2013 al 2018 durante i quali è stato vice-ministro ai trasporti nei governi Renzi e Gentiloni, nel 2018 viene rieletto senatore all’uninominale nella coalizione di centro sinistra. Gabriele Toccafondi viene eletto alla Camera nel 2008 con il Popolo delle Libertà. Viene ricandidato nel 2013 ma risulta il primo dei non eletti e viene nominato sottosegretario all’Istruzione nei governi Letta, Renzi e Gentiloni, prima in quota Pdl e poi in quota Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Nel 2018 viene eletto alla Camera nell’uninominale nella coalizione di centro sinistra, in quota Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, aderendo al Gruppo Misto. La stessa Lorenzin, in questi giorni, è invece passata dal Gruppo Misto del Senato al Pd, dopo aver militato in Forza Italia, Ncd di Angelino Alfano e Civica Popolare, essere stata deputata del Pdl dal 2008 al 2018, ministro della Salute nei governi Letta, Renzi e Gentiloni, ed eletta al Senato nell’uninominale c

Stefanini

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