• Giornate interessanti, quelle di ieri e oggi. A tarda sera il governo ha fatto sapere che il condono fiscale – quello su cui Di Maio aveva scatenato il finimondo della “manina” e che poi era stato ridotto aggiungendovi un po’ più di carcere per gli evasori – non c’è più. Dissolto. Delle manette agli evasori se ne riparlerà. Era tutto uno scherzo. Al pomeriggio c’era stato il diversivo della tassa sulle bibite zuccherate, proposto dal M5S con l’appoggio dei deputati leghisti. Titoloni su giornali e tg, social impazziti per la “tassa sul rutto”, un gigantesco spot collettivo e gratuito per Coca-Cola. Stamattina era già tutto finito, con Salvini che ha detto che al vertice di governo di questo non si è parlato e che non è il momento di tassare i consumi. Un altro scherzetto dell’allegra brigata gialloverde. Quel che non ha affatto l’aria dello scherzo è quel che è successo ieri mattina a Napoli e che è proseguito oggi, con l’uscita di Salvini a favore di un termovalorizzatore per ogni provincia, perché un decennio di immobilismo di Comuni e Regione ha consentito alla camorra di infiltrarsi nel settore dei rifiuti ed espone al rischio di una crisi simile a quella che nel 2008 portò le foto di Napoli invasa dalla munnezza sui giornali di tutto il mondo. Apriti cielo! Dai CinqueStelle è venuto giù di tutto, al punto che il presidente della Camera Fico, con impeccabile stile istituzionale, oggi si è precipitato a Napoli, dove ha indossato i panni del tribuno del popolo campano, dando del provocatore al ministro dell’Interno, a cui aveva già rinfacciato quanto di poco e male ha fatto sinora sul fronte della camorra. Salvini sapeva bene che con le sue parole avrebbe toccato un punto ultra-sensibile per il suo socio di governo, che sugli inceneritori-termovalorizzatori ha eretto un tabù intoccabile. E non è certo un caso se ha scelto di farlo proprio a Napoli, terra elettorale di Di Maio e Fico, lanciando apertamente la sua campagna contro il M5S per la conquista del Sud. Ma lo ha fatto scegliendo un approccio nuovo rispetto alla tradizionale classe politica del Sud, che vive lisciando il pelo a tutti i comitati per il No a qualsiasi cosa. Dopo aver appoggiato le istanze provenienti dal Nord con l’impegno pro-Tav, ora Salvini entra pesantemente nella contesa per la conquista del Sud, contrapponendo alla politica dei No quella del Sì. Una novità che, se non durerà lo spazio di un mattino, si prospetta interessante. Ormai, mentre la manovra economica, tra cancellazioni e rinvii, è diventata un contenitore quasi vuoto, la coppia Matteo-Giggino sembra veramente scoppiata. Incenerita.

Stefanini

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